01/12/2011
VALUTAZIONE DEL RISCHIO AGGRESSIONE: ANALISI E GESTIONE DEL RISCHIO
Gli operatori che lavorano nei settori legati ai servizi finanziari, nonché all’ambito sanitario possono subire, nel corso della loro attività lavorativa, aggressioni fisiche, da parte di utenti, cittadini o malintenzionati.
Particolarmente a rischio sono da considerarsi gli operatori che: - manipolano danaro o beni di valore; - distribuiscono o gestiscono farmaci che hanno notevole valore economico nel mercato illegale dei farmaci stessi (metadone , stupefacenti ecc.); - devono assistere pazienti aggressivi o psicolabili; - hanno frequenti rapporti con l’utenza (specie se trattasi di utenza sottoposta a stress per varie cause quali lunghe attese, difficoltà a muoversi nelle strutture, ecc.); - svolgono lavori di ispezione, controllo o esercizio di attività di pubblica autorità.
Tra gli operatori di cui sopra, sono poi da considerarsi particolarmente sottoposti a rischio gli operatori: - di sesso femminile; - portatori di handicap; - lavoratori che operano da soli o isolati; - lavoratori operativi in strutture non idoneamente attrezzate contro il rischio di aggressioni; - lavoratori non idoneamente formati, dal punto di vista professionale, a gestire suddetto rischio.
Le aggressioni fisiche possono comportare a carico dell’operatore lesioni di vario tipo, dalle meno preoccupanti, a contusioni, a danni più gravi quali fratture (senza considerare la possibilità, soprattutto in ambito sanitario e socio assistenziale, di aggressione da parte di pazienti portatori di patologie quali: epatiti di tipo B, C e HIV). Non sono poi da sottovalutare, dal punto di vista psicologico, le conseguenze traumatiche che possono subire gli Operatori che hanno subito aggressioni fisiche.
Oltre a quanto sopra indicato, occorre considerare che lavorare in ambienti a rischio di aggressioni fisiche può determinare, a carico del lavoratore, patologie causate da stress. Le misure di prevenzione attuate per limitare tale rischio sono prevalentemente di tipo strutturale e di tipo organizzativo.
Alcune misure di tipo strutturale possono essere: - dotare le postazioni a contatto con il pubblico di barriere fisiche (utilizzo di sportelli dotati di vetri antisfondamento); - dotare la struttura di validi sistemi di chiusura delle porte e delle finestre, al fine di limitare il rischio aggressioni in danno del lavoratore che opera da solo o in orari di non apertura al pubblico; - installare un videocitofono al fine di consentire al lavoratore che opera nella struttura, da solo o in orari di non apertura al pubblico, di poter colloquiare con un l’utente interponendo una barriera fisica; - dotare le cassaforti di apertura a tempo non manomissibile; - mantenere adeguati livelli di illuminazione artificiale nella struttura e nelle aree annesse (parcheggi, vie di transito esterne, ecc.) al fine di limitare il rischio di aggressioni; - opacizzare i vetri delle finestre al fine di impedire a malintenzionati di prendere visione della situazione interna; - assicurare la presenza nei locali di telefoni e/o altri ausili per dare l’allarme in caso di bisogno; - eliminare, per quanto possibile, oggetti o attrezzature che possono essere utilizzate come corpi contundenti o taglienti (ad es. posacenere pesanti, tagliacarte, forbici, vasi, etc).
Alcune misuredi tipo organizzativo possono invece essere: - formazione del personale in modo tale da essere debitamente messo a conoscenza di eventuali protocolli di gestione del “rischio aggressioni fisiche” redatto dall’azienda; - effettuazione di un'opportuna campagna informativa legata alla gestione dei clienti e dei possibili conflitti; - gestione dell’organizzazione del personale operante garantendo la presenza di un numero di lavoratori minino (ad es. due operatori); - realizzazione di una procedura atta a chiamare le forze dell’ordine in caso di situazioni non gestibili dagli operatori.
Nel caso in cui si è soggetti ad una aggressione fisica e l’operatore esposto riporta una condizione di stress e sindrome post-traumatica, si rende opportuno (anche di concerto con il Medico Competente) garantire opportuni percorsi di aiuto per l’operatore.
Per maggior chiarimento si inseriscono in allegato le considerazioni di carattere tecnico, a cura della Commissione Nazionale Unitaria Salute e Sicurezza: “Linee d’indirizzo per prevenire o ridurre i danni fisici e psichici dei lavoratori bancari correlati alle rapine”, elaborate dalla Commissione Tecnica della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in accordo con le OO SS Nazionali dei Bancari e con l’ABI, presentate ufficialmente a Roma il 17 marzo 2010 (cfr. allegato 1)
A cura di: Dott. CARENA Marco
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