22/07/2010

TITOLO VI D. LGS 81/2008: LA PREVENZIONE NELLA MOVIMENTAZIONE MANUALE E NEI MOVIMENTI RIPETITIVI


La movimentazione manuale dei carichi nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento alla sorveglianza sanitaria nei luoghi di lavoro, una nuova occasione per parlare dei fattori di rischio trasversali.
La valutazione dei rischi, le norme tecniche, i compiti del medico competente e i movimenti ripetitivi, ecco in sintesi gli argomenti trattati nel documento “La movimentazione manuale dei carichi” - a cura dello S.Pre.S.A.L. dell’ASL Roma H. (cfr. allegato 1).

Il documento, tratta i contesti lavorativi in cui più di frequente si riscontra la movimentazione manuale dei carichi, di cui si riporta una sintesi:

- Edilizia
- Trasporti, traslochi
- Carico/scarico merci
- Lavori di magazzinaggio
- Assistenza ai bambini, portatori di handicap, pazienti ospedalizzati
- Lavoro nei cimiteri

Il documento riporta le affezioni conseguenti alla movimentazioni non idonee e le indicazioni normative attuali e passate con particolare riferimento alla scomparsa dei 30 Kg come valore limite di peso, e all’introduzione secondo la norma tecnica (ISO 11228-1) come peso massimo di riferimento (costante di peso) da sollevare in condizioni di lavoro ottimali, in grado di proteggere l’ 85% della popolazione lavorativa adulta (95% degli uomini e il 70% delle donne) il peso di 25 Kg.

Si ricorda inoltre che nella valutazione dei rischi le azioni di prevenzione da attuare secondo gli articoli 168 e 169 del D. Lgs 81/2008 elencate in ordine di priorità sono:

- meccanizzazione dei processi (eliminazione del rischio);
- ausiliazione dei processi (riduzione del rischio attraverso misure tecniche e organizzative);
- uso condizionato della forza manuale (misure correttive in relazione agli elementi di riferimento dell’allegato XXXIII del D.Lgs. 81/2008) e la sorveglianza sanitaria.

Inoltre sono riportate le norme tecniche di riferimento per la MMC:

- ISO 11228-1 Ergonomics-Manual handling-Lifting and carrying;
- ISO 11228-2 Ergonomics-Manual handling-Pushing and polling;
- ISO 11228-3 Ergonomics-Manual handling- handling of low loads at high frequency;
- UNI EN 1005-2 Sicurezza del macchinario; prestazione fisica umana, movimentazione manuale di macchinario e di parti componenti il macchinario.

Dopo aver affrontato i vari metodi di valutazione, (Niosh, Snook e Ciriello, Mapo), il documento si sofferma sulla sorveglianza sanitaria dei lavoratori addetti ad attività di movimentazione manuale dei carichi.

A questo proposito, viene ricordato che l’articolo 168, comma 2, punto d, del D.Lgs. 81/2008 “prevede che il datore di lavoro sottoponga a sorveglianza sanitaria gli addetti ad attività di movimentazione manuale di carichi, sulla base della valutazione del rischio e dei fattori individuali di rischio”.
Il documento inoltre ricorda che, “ai fini dell’espressione dei giudizi di idoneità, andranno considerati anche gli aspetti relativi alle condizioni di altri organi ed apparati (es. cardiovascolare, respiratorio) nonché a particolari condizioni fisiologiche (es. stato gravidico)”.

Questi, dunque i contenuti della sorveglianza sanitaria:
- indagine anamnestica mirata;
- esame clinico funzionale del rachide nei casi positivi all’indagine anamnestica;
- ulteriori esami specialistici, radiologici e strumentali nei casi che ne abbisognano, sulla scorta dell’indagine anamnestica e dell’esame clinico-funzionale del rachide.

In particolare tali approfondimenti vanno attivati quando si prospetti l’opportunità di un giudizio di idoneità condizionata”.

Il documento - che si sofferma in particolare sulle tecniche per la movimentazione dei pazienti da parte degli infermieri - si sofferma sulle posizioni di lavoro fisse e si conclude con alcuni cenni ai rischi per la salute dei movimenti ripetitivi.
Infatti è “noto da tempo che eseguire determinate operazioni in maniera ripetivia può sollecitare strutture ossee, articolari e muscolari, tendinee, nervose e vascolari, determinando col tempo l’insorgenza di veri e propri quadri invalidanti”.

Si può affermare che i gesti lavorativi compiuti con gli arti superiori sono elemento di rischio quando:

- sono frequenti, rapidamente ripetuti, uguali a se stessi per lunghi periodi del turno di lavoro;
- richiedono sviluppo di forza manuale;
- comportano posture incongrue del segmento dell’arto superiore;
- non sono alternati con periodi di recupero o riposo.

E i fattori lavorativi favorenti il rischio sono la presenza di strumenti non ergonomici, di vibrazioni e le attività di precisione.

Se un’indagine della Fondazione Europea di Dublino sulle condizioni di salute e lavoro dei lavoratori europei evidenzia che i problemi di salute più frequentemente segnalati sono il mal di schiena, lo stress e i dolori muscolari agli arti, i rischi per la salute da movimenti ripetitivi possono essere classificati in 2 grandi gruppi:

a) sindromi infiammatorie muscolo-tendinee, quali le tendiniti della spalla (ad es. la periartrite scapoloomerale), le tendiniti inserzionali del gomito (epicondiliti, epitrocleiti, borsite olecranica), le tendiniti e tenosinoviti del distretto mano-polso (s. di De Quervain, dito a scatto);

b) le sindromi da intrappolamento dei nervi periferici, fra cui la Sindrome del tunnel carpale e la Sindrome del canale di Guyon.

Si ricorda infine, che nel nuovo elenco delle malattie professionali, pubblicato nel S.O. della G.U. n. 70 del 22-03-2008, sono state inserite tutta una serie di malattie da sovraccarico biomeccanico della spalla, del gomito e del sistema polso-mano dovute a microtraumi e posture incongrue degli arti superiori per attività eseguite con ritmi continui e ripetitivi per almeno la metà del tempo del turno lavorativo.

A cura di: P.I. RAVERA Pierpaolo