28/12/2011
IL RISCHIO AGGRESSIONI DA ANIMALI: ACCORGIMENTI PER LA GESTIONE DEL RISCHIO
Aggressioni in cui possono incorrere alcune categorie di operatori sanitari e allevatori sono quelle prodotte da animali. Gli addetti che possono essere esposti a tale tipo di rischio sono gli allevatori, i veterinari addetti al controllo e alle visite di animali, gli operatori di loro supporto ed i cosiddetti “accalappiacani”, che svolgono la funzione di cattura di randagi (prevalentemente cani, ma possono anche essere oggetto di cattura altre specie, come ad esempio i gatti).
Per quanto riguarda quest'ultimo punto, esiste oggi un'abbondante normativa sia nazionale che regionale sul controllo del randagismo per contenere il fenomeno delle morsicature da animali che mira da una parte a popolare la anagrafe canina regionale individuando i soggetti causa di episodi di morsicatura e dall’altra a favorire la crescita di una consapevolezza del modello comportamentale animale da parte dei proprietari, finalizzato al miglioramento del rapporto uomo-animale che è spesso alla base degli episodi negativi di aggressione animale.
Gli operatori esposti al contatto ed all’eventuale aggressione da parte di animali devono possedere una adeguata consapevolezza sui corretti comportamenti da tenere nei confronti degli animali e conoscere i fondamenti dell'etologia (la scienza che studia i comportamenti degli animali rispetto all’ambiente che li circonda).
Gli operatori devono essere equipaggiati con attrezzi e dispositivi specifici in funzione delle azioni che devono compiere. Tra le attrezzature di lavoro più utilizzate è necessario segnalare i dispositivi a “frustone” e le “trappole cattura cani”, dispositivi ora in dotazione agli operatori del settore in grado di catturare l’animale senza crear danno all’animale o mettere a rischio l’operatore. Per quanto riguarda in particolare la protezione dalle morsicature di cani randagi, ha particolare rilevanza la protezione dell’avambraccio con dispositivo adeguato.
Altra fonte di potenziali “aggressioni” da animali sono gli equini ed i bovini durante le attività di allevamento. La fase dove è maggiore tale rischio è quella di movimentazione del bestiame, oltre alla mungitura, nonché durante visite e i controlli negli allevamenti da parte degli operatori preposti. Per quanto riguarda questi ultimi casi sarà importante verificare, prima di ogni intervento sull’animale, che lo stesso sia in posizione tale da impedirne i movimenti potenzialmente dannosi (calci con i posteriori, morsicature e spostamento del corpo verso l’operatore con possibile schiacciamento verso barriere fisse).
Per quest’ultimo punto, relativo alla gestione in sicurezza della movimentazione, del contenimento e del trattamento dei bovini, si allega alla presente il già esistente documento redatto da Centro ricerche produzioni animali S.p.a. con la partecipazione dell’ISPESL (cfr. allegato 1).
A cura di: CARENA Dott. Marco
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