21/06/2010
D. Lgs. 81/2008 E VALUTAZIONE DEL RISCHIO DA ROA: MISURE TECNICHE E ORGANIZZATIVE DA ADOTTARE
Scopo delle misure di tutela è quello di eliminare o ridurre al minimo tutti i rischi (diretti o indiretti) per la salute e la sicurezza, derivanti dall’esposizione a radiazioni ottiche di livello pericoloso ed eventuali altri rischi associati. Il D.Lgs. 81/2008 richiede che vengano intraprese specifiche azioni di prevenzione solo qualora la valutazione evidenzi la possibilità di superamento dei VLE oppure la sorveglianza sanitaria evidenzi alterazioni apprezzabili dello stato di salute dei lavoratori, correlate all’esposizione a ROA. I valori limite di esposizione alle radiazioni ottiche sono correlati direttamente ai possibili effetti sulla salute che sono stati accertati nelle esperienze lavorative, sulla base di considerazioni di natura prettamente biologica: il rispetti di questi limiti fornisce un elevato livello di protezione della salute per i lavoratori esposti. Questi valori limite permettono anche di valutare il tempo massimo di permanenza in un ambiente ove sia possibile una esposizione, misurabile o calcolabile, a radiazioni non coerenti o laser, senza subire danni alla salute (cfr. allegato 1). A differenza di quanto avviene per i CEM e per le radiazioni ionizzanti, per le ROA non esistono ulteriori livelli di protezione per la popolazione. I VLE per le radiazioni non coerenti emesse da sorgenti artificiali sono riportati nell’Allegato XXXVII - parte I, quelle delle radiazioni laser nell’Allegato XXXVII - parte II. Le formule ed i parametri da utilizzare per la valutazione dell’esposizione dipendono dall’intervallo di lunghezza d’onda in cui si colloca lo spettro della radiazione emessa dalla sorgente, dalle caratteristiche dell’emissione e da quelle di esposizione. I risultati della valutazione dell’esposizione devono essere poi confrontati con i corrispondenti valori limite delle grandezze radiometriche considerate ed indicati negli allegati citati. E' interessante evidenziare che per una determinata sorgente di radiazioni ottiche possono essere pertinenti differenti valori limite di esposizione, che in questo caso devono essere rispettati tutti contemporaneamente.
ROA non coerenti
Oltre all’adozione delle misure di tutela previste dai manuali di uso e manutenzione delle attrezzature di lavoro (macchine) marcate CE, una volta verificata l’indispensabilità o insostituibilità della sorgente o dell’attività-sorgente, per limitare o prevenire l’esposizione, possono essere adottate misure tecniche e procedurali quali: - Il contenimento della sorgente all’interno di ulteriori idonei alloggiamenti schermanti completamente ciechi, oppure di attenuazione nota, in reazione alle lunghezze d’onda di interesse. Ad esempio, la radiazione UV si può schermare con finestre di vetro o materiali plastici trasparenti nel visibile. - L’adozione di schermi ciechi o inattinici a ridosso delle sorgenti (ad esempio, i normali schermi che circondano le postazioni di saldatura, come da norma UNI EN 1598:2004). - La separazione fisica degli ambienti nei quali si generano ROA potenzialmente nocive, rispetto alle postazioni di lavoro vicine. - L’impiego di automatismi (interblocchi) per disattivare le sorgenti ROA potenzialmente nocive (es: lampade germicide a raggi UV) sugli accessi ai locali nei quali queste sono utilizzate). - La definizione di “zone di accesso limitato”, contrassegnate da idonea segnaletica di sicurezza, ove chiunque acceda deve essere informato e formato sui rischi di esposizione alla radiazione emessa dalle sorgenti in esse contenute e sulle appropriate misure di protezione (soluzione particolarmente utile per evitare esposizioni indebite, vale a dire di lavoratori non direttamente coinvolti nelle operazioni con sorgenti ROA potenzialmente nocive, nonché esposizione di soggetti particolarmente sensibili).
Radiazioni laser
La Norma CEI EN 60825-1 fissa le principali misure di tutela per l’installazione e l’impiego dei laser e richiede, in funzione della classe dell’apparato laser, specifiche misure di prevenzione, la cui opportunità deve essere valutata nel contesto specifico. In generale, tali misure sono riconducibili a: - Schermare adeguatamente il fascio al termine del suo percorso utile. - Trattare o proteggere le eventuali superfici riflettenti presenti sul percorso del fascio e per le specifiche lunghezze d’onda, al fine di evitarne la riflessione (quando un fascio di luce proveniente da una lampadina colpisce uno specchio, “rimbalza” nella direzione opposta a quella di provenienza. Si dice che la luce incidente viene riflessa. Questo fenomeno prende il nome di riflessione della luce) o la diffusione (quando un raggio luminoso colpisce una superficie rugosa o un gruppo di particelle molto piccole sospese in un mezzo trasparente, come l’aria o l’acqua, il raggio viene diffuso, cioè disperso in tutte le direzioni). - Collegare i circuiti del locale o della porta ad un connettore di blocco remoto. - Inserire una abilitazione dello strumento mediante comando a chiave, hardware o software. - Inserire un attenuatore di fascio. - Installare segnaletica di sicurezza e segnali di avvertimento sugli accessi alle aree (Zona Laser Controllata e Zona Nominale di Rischio Oculare), o agli involucri di protezione. - Predisporre procedure per l’accesso in sicurezza alle aree a rischio (es: evitare oggetti riflettenti introdotti dal personale).
Allegato 1: tabella riepilogativa dei tempi massimi di esposizione a radiazioni incoerenti emesse da lampada germicida e saldatrice ad elettrodo, permessi per il rispetto dei VLE (dati derivanti da misure strumentali e conseguente loro elaborazione).
A cura di: P.I. Marco ANTONIELLI
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